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The Sardinian Trotters
The Sardinian Trotters nasce con l'intento di raccontare i nostri viaggi in giro per il mondo e nella nostra fantastica isola, mostrando una Sardegna ancora poco conosciuta: leggende antiche, itinerari e consigli di viaggio per chi ama scoprire luoghi autentici.

Gli Amuleti Sardi

 Vi abbiamo già parlato di quanto sia forte il sentimento dei sardi verso il malocchio, le fatture e tutte quelle tradizioni magiche, potete leggere i nostri articoli: Il Malocchio in Sardegna , Posti Magici in Sardegna : San Salvatore di Sinis , Leggende di Sardegna : La Chiesa del Purgatorio a Tempio Pausania , Posti infestati in Sardegna : Castello di Laconi , Leggende di Sardegna : Lollove , Posti Magici in Sardegna

Oggi vogliamo parlarvi invece degli amuleti sardi; infatti in Sardegna è dall'alba dei tempi che vengono usati oggetti, pietre, gioielli, e tanto altro, come protezione.

La parola amuleto potrebbe derivare dal latino "A-Molir" ossia "Allontanare" o dall'arabo " Hamala" ossia "Portare con se".

Queste credenze popolari sono sopravvissute al cristianesimo e tramandate tutt'oggi; anticamente gli amuleti e i talismani erano sicuramente molti di più.

 

 

 SU COCCU

Il più famoso tra tutti è sicuramente Su Coccu.

Coccu o Kokku, Pinnadellu, Sabbeggia, Sabegia, Sebeze, Giancaredda, Cocco è una pietra tonda e liscia, che rappresenta il globo oculare, l'occhio buono che si contrappone a quello cattivo del malocchio; la pietra classica è nera ed è fatta di Ossidiana, pietra usata da sempre come arma o per la costruzione di arnesi vari, dal grande potere protettivo.

Oggi Su Coccu viene fatto con diversi materiali, oltre all'Ossidiana si usa l'Onice, il Corallo Rosso, l'Ametista, il Quarzo, ecc.

La parola dovrebbe derivare dal latino "Coccum" ossia "Noce" sicuramente per la sua forma rotonda.

Solitamente Su Coccu ha nella parte superiore e inferiore due calotte, in lamina o filigrana; può essere un ciondolo per una collana, un bracciale, un anello, un orecchino, una spilla, l'importante è che venga regalato, così solamente potrà adempiere ai suoi compiti; specialmente in passato veniva tramandato di generazione in generazione, dalla madre alla figlia e se per caso veniva perso era una disgrazia e non portava nulla di buono.

Sempre in passato veniva appeso alle culle, mentre i ragazzini lo portavano al polso,, solitamente appeso in un fiocco verde, colore porta fortuna di alcuni paesi, mentre altri usavano il giallo o il rosso; le donne invece lo portavano come collana o appeso nel corsetto.

Qual é il suo compito ?

Su Coccu protegge dal malocchio chi lo indossa; si dice infatti che quando si rompe, ha finito il suo dovere, ha protetto talmente tanto da rompersi, infatti in tal caso non va mai aggiustato, perché perde il suo valore; si spacca al posto del cuore di chi lo indossa!

In alcuni paesi si pensa che se tocca la terra o l'acqua perde il suo potere.


SAS PUNGAS

Sas Pungas, chiamate anche Furtaleas, Breus, Breve, Contromazzina, Scrittus, Scrapulario.

Le Pungas sono delle borsette quadrate di tessuto dove a loro interno vengono inseriti vari elementi della vita quotidiana, naturali o di protezione come per esempio: grano, sale, fogli con scritti o preghiere, cera benedetta, monete, ecc.

Il loro compito non è specifico come quello di Su Coccu, sono personali, fatte apposta per la persona che le indossa; possono essere fatte contro il malocchio, per la fortuna, per la salute, per la riuscita del raccolto o la salute degli animali, per proteggere contro le armi da fuoco (infatti questo spiega perché ogni bandito ne avesse una)

Essendo personali non si possono prestare, solamente passare di generazione in generazione; mentre si creano si usa dire le famose "Brebus" ossia le preghiere ed una volta chiuse non si possono più riaprire, se no le preghiere perderebbero il loro significato e le Pungas diventerebbero inutili.

Chi non le possedeva ambiva a possederle, però non poteva rubarle perché il loro potere si sarebbe trasformato da buono a cattivo e avrebbe scatenato sul ladro forti dolori, mancanza di sonno e di appetito, finché non le avrebbe restituite al proprietario.

Le persone malvagie invece creavano delle Pungas "Pro su Male" (per fare del male) infatti quelle buone venivano fatte anche per proteggere dalle fatture.

Erano molto diffuse anche perché realizzate con materiali umili, che tutti avevano; venivano create da delle persone specifiche diverse da zona a zona, per esempio nel Campidano e a Sassari le realizzavano le monache, nella Barbaglia le Donne Guaritrici e nel Logudoro i preti.

A differenza di Su Coccu oggi non sono più molto diffuse, anche se si usano ancora spesso per le donne incinta, per proteggerle durante la gravidanza e dal rischio di un eventuale aborto, ma anche durante il parto.

 

SU NUDEUS 

 
 Su Nudeus è una teca, solitamente ovale, crocifissale o a forma di cuore, contenente reliquie, stoffa benedetta, preghiere scritte, immagini sacre, erbe magiche e tanto altro.

Questo nome dovrebbe derivare dall'abbreviazione di Agnus Dei, ovvero l'Agnello di Dio, Gesù Cristo che si sacrifica per salvare l'umanità.

Il materiale della teca doveva essere d'argento, mai d'oro, perché secondo gli antichi era la Pietra di Luna, quindi perfetta per la protezione e per eseguire riti magici; questa credenza potrebbe essere arrivata in Sardegna con gli arabi o con gli spagnoli, perché anche loro credevano fortemente che l'argento fosse un metallo puro, portatore di protezione, al contrario dell'oro che invece annullerebbe i benefici.

Anticamente si credeva che chi aveva commesso un delitto, inserendo all'interno di un Nudeu la confessione, poteva chiedere perdono donandolo al Santo, in nome "dell'Agnus dei, qui tollit peccata mundi".


SORIGHE 'E MARI

Sorighe 'e Mari, Soriche de Mari o Porceddana de Mari, è uno degli amuleti sardi più antichi, una conchiglia liscia, più precisamente una Ciprea Tigrata, che con la sua forma ricorda l'organo genitale femminile, usata appunto per la fertilità e per la ricchezza, ma anche per proteggere dal malocchio e dal mal d'orecchi i bambini, formata da una montatura in argento e dei sonagli.

Anticamente veniva legato con un cordoncino, come un braccialetto, al polso dei bambini.

 

SU SPULIGADENTES 

Lo Spuligadentes (pulisci denti) è un amuleto creato interamente in argento e di origine spagnola, chiamato così perché una parte ricorda uno stuzzicadenti, appuntita e fine, mentre l'altra ha la forma di un cucchiaio, quindi adatto per pulire le orecchie.

Secondo la tradizione veniva regalato in occasione del fidanzamento, assicurando così all'uomo la moglie perfetta, perché la parte a forma di stuzzicadenti la esortava metaforicamente a tenere la bocca pulita "Non nai fueddus malus" (non dire parole cattive), mentre la parte che ricorda lo strumento per pulire le orecchie "No ascurtai fueddus malus" (non ascoltare parole cattive).

Gli Spuligadentes hanno inoltre, nella parte centrale, una specie di bottone formato da pietre rosse e/o azzurre, solitamente cinque o sette, usate per proteggere dal malocchio.

In alcuni paesi venivano arricchiti da campanellini per rafforzarne la potenza.


SU SONATZOLU 

Su Sonatzolu

Su Sonatzolu o Schilirios, è realizzato con argento e cristallo o pezzi di vetro recuperati per esempio da ciondoli del lampadario, tappi di oliere sacri o pezzi di calici, dove all'interno si nascondevano fiori e erbe, infine campanelline, il tutto capace di scacciare via il male.

Si cuciva all'interno delle maniche proprio perché quando il bambino agitava le braccia suonava, scacciando così il malocchio.

 

SA PERDA 

Sa Perda

Al settimo posto invece vogliamo parlarvi di amuleti quasi del tutto scomparsi con poteri diversi, non legati al malocchio, come Sa Perda 'e Sambini (la pietra del sangue) che si portava per avere virtù emostatiche, Sa Perda 'e Tronu (la pietra del tuono) che serviva per i temporali, specialmente per i fulmini, e Sa Perda 'e Latti (la pietra di latte) creata per le donne che avevano appena partorito, per proteggere il latte, rendendolo forte e ricco di nutrienti ma anche per proteggere il seno ed evitare la mastite.

 

OCCHIO DI SANTA LUCIA 

Occhi di Santa Lucia

Infine anche gli Occhi di Santa Lucia sono ritenuti dalla tradizione, magici e capaci di proteggere la persona che li possiede dal malocchio, usati anche in alcune zone della Sardegna per fare la Medicina dell'Occhio, ne parliamo qui La Medicina dell'Occhio

L'Occhio di Santa Lucia viene chiamato in modi diversi in tutta l'isola, "Perd' e Ogu", "Pred' e Ocru", "Faa Marina", ecc.

Mentre in Ogliastra si crede che oltre al potere contro il malocchio, si possa usare l'Occhio di Santa Lucia, contro le malattie agli occhi, da una semplice allergia a malattie più gravi come la Cataratta. 


Secondo la tradizione tutto poteva diventare un amuleto, come un frammento che si salvava dalla rottura o qualsiasi altra cosa che subiva però una sorta di fortuna, di miracolo; per essere efficace doveva essere "Abbrebau" cioè su di esso dovevano essere recitate le preghiere, le Brebos.

Gli unici materiali magici secondo la tradizione sono: il corallo, l'argento, il sale, il cristallo, i minerali e le pietre, soprattutto l'Ossidiana ed infine determinate piante come il rosmarino.

Li conoscevate ?

Se si, voi quali avete ?



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