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The Sardinian Trotters
The Sardinian Trotters nasce con l'intento di raccontare i nostri viaggi in giro per il mondo e nella nostra fantastica isola, mostrando una Sardegna ancora poco conosciuta: leggende antiche, itinerari e consigli di viaggio per chi ama scoprire luoghi autentici.

Viaggi emotivi : dove andare quando hai bisogno di sparire, ricominciare o fare chiarezza

                              

 Non sempre si viaggia per vedere qualcosa, a volte si parte perché restare è diventato troppo rumoroso.

Ci sono momenti bui nella vita di tutti, momenti dove non sai esattamente cosa ti manca, oppure momenti dove sai benissimo cosa ti manca.

A volte non è neanche tristezza, neanche infelicità, ma una stanchezza sottile, di spiegare, di decidere, di essere sempre nello stesso punto anche quando tutto intorno cambia.

Altre volte è una perdita, una mancanza improvvisa, un attimo dove la vita ti toglie qualcosa, decidendo per te che la tua felicità deve cessare.

In questi momenti qui, non servirebbe neanche un bell'itinerario, una lista di cose da vedere, no, serve spazio, silenzio, ma comunque si deve reagire, servirebbe un luogo che non chieda nulla, ne chi sei o cosa farai dopo, servirebbe la pace.

I viaggi emotivi nascono da qui, dal bisogno di sparire per un po', per rifiorire, per fare chiarezza e ricominciare; non sono viaggi che risolvono i tuoi problemi della vita, ma ti permettono di respirare abbastanza da rimetterti in ordine dentro, e riprovarci.

Bali

Bali la mettiamo al primo posto senza ombra di dubbio, la consiglieremmo alla nostra famiglia, al nostro migliore amico e a chiunque ne avesse bisogno!

Bali è magia pura, è pace, tranquillità, spiritualità, tutto quello che serve per rigenerarsi.

Ad Ubud ogni tempio, ogni risaia e ogni mercato, sembra sospeso nel tempo, invitandoti a rallentare e a respirare profondamente; qui la vita segue ritmi antichi, le donne al mattino portano per le strade e per i locali le loro offerte agli dei, con fiori e incensi, che vedrai ovunque (rischierai anche di calpestarle) gli uomini si vestono di bianco, simbolo di purezza e spiritualità, sfilano a volte per le strade con canne di bambù decorate e altri oggetti sacri verso i templi, una danza lenta di emozioni, profumata d'incenso e dal significato profondo.

Quando visiterai i templi ti dovrai vestire come loro, con il sarong, potrai osservarli pregare, respirare il silenzio, ammirare tutta quella bellezza, perché i loro templi non sono solo grandi statue, ma molti sono immersi nella natura, noi per esempio, ci siamo innamorati del Pura Goa Gajah, famoso per l'ingresso nella roccia a forma di faccia, che rappresenta il confine tra il mondo umano e quello spirituale, e chi entra, simbolicamente, lascia fuori le preoccupazioni quotidiane.

Questo tempio è bellissimo, in mezzo alla giungla, ricco di colori, di fiori, sentieri e persino una cascata; una pace assurda, da provare.

Altro posto magico di Bali è Uluwatu, famoso per i suoi templi sospesi a picco sulle scogliere, un luogo che invita a riflette e ad innamorarsi della natura.

Uluwatu a Bali

Qui noi abbiamo visto uno dei tramonti più magici di tutta la nostra vita, infatti Uluwatu è consigliato proprio per quello, oltre alle spiagge più belle di Bali, qui potrete vedere dei bellissimi tramonti.

Ci sono tantissimi posti dove vederli, tutti consigliano il tempio, noi invece abbiamo trovato dei locali che hanno delle terrazze a picco sul mare, proprio sulle scogliere, con dj, tante persone diverse, di ogni nazionalità, i surfisti che cavalcavano le onde e il sole che piano piano scompariva nell'oceano, che spettacolo, e chi lo dimentica più ? 

A Bali ci sono tantissimi posti dove poter fare yoga, meditazione e anche rituali, ne parliamo nel nostro articolo UBUD

L'Isola degli Dei non si visita soltanto con gli occhi ma si sente con il cuore, ogni passo qui è un piccolo rito, ogni respiro è un richiamo alla bellezza semplice e autentica della vita; Bali vi curerà e vi resterà dentro anche molto tempo dopo essere tornati a casa, e poi anche Julia Roberts in Mangia Prega Ama si è innamorata di Bali, cosa state aspettando a partire ? 


Thailandia 

La Thailandia per noi è come il primo amore, il primo viaggio "lontano" di Sarah, organizzato da zero, senza aiuti, senza tutta la tecnologia che esiste ora e senza avere una sim locale o una eSIM, cosa che ora non può mai mancare nei nostri viaggi (per info e sconti  Clicca qui  ).

Se cerchi un luogo dove rallentare, trovare te stesso e lasciar andare ciò che pesa, la Thailandia è il posto giusto; qui il tempo ha un ritmo tutto suo, al mattino ci si sveglia con il canto dei monaci, si visitano i mercati profumati, i templi meravigliosi e si concludono le giornate con dei tramonti che ti insegnano a restare fermo e vivere il presente.

Quando arrivi in Thailandia nessuno ti chiede niente, ma tutti ti regalano sorrisi, infatti è proprio per questo che viene chiamata la "Terra del Sorriso", chiunque ti sorride, e quando a farlo è un bambino scalzo, che apparentemente non ha nulla ma sorride, non puoi non chiederti quanto siamo privilegiati e quanto non ce ne rendiamo conto!

Una delle cose che ci ha emozionato di più è il loro modo di dire grazie: "Khop Khun Kha" , un inchino e mani giunte, chiunque, sempre e dovunque, tanto che si rimane imbarazzati; noi neanche ringraziamo quando dovremmo, figuriamoci un inchino, invece la loro umiltà ti entra dentro, ti cambia e ti rende una persona migliore.

Per ogni viaggio abbiamo un aneddoto, un episodio che ci fa sempre ricredere sul genere umano e ci fa pensare a quanto siano belle le persone, e tutti quei racconti dei tg siano invece una piccolissima parte del mondo; in Thailandia, più precisamente a Chiang Rai, ci siamo persi, telefono scarico, di notte con una moto e la città deserta, non riuscivamo a tornare nella nostra guesthouse; troviamo un uomo seduto fuori dalla sua casa e gli chiediamo aiuto ma l'uomo scappa di corsa in casa, noi non capiamo e pensiamo di averlo spaventato, invece l'uomo è andato a chiamare sua figlia perché lui non parla l'inglese, mentre lei qualcosa la sa dire!

Le spieghiamo la situazione, lei chiama la guesthouse e si fa spiegare dove si trova, lo spiega all'uomo che sale sulla sua bici e ci fa segno di seguirlo, piove, è buio e noi guidiamo per km, lui pedala.

Arriviamo alla guesthouse, con le proprietarie (una signora anziana e sua figlia) che ci aspettano sulla porta; ovviamente proviamo ad offrire all'uomo del denaro per il bellissimo gesto nei nostri confronti, ma lui continua a rifiutare e a ringraziarci come vi abbiamo detto, inchino e mani giunte; noi insistiamo ripetutamente ma lui continua a ringraziarci e a rifiutare pronunciando una frase che noi non capiamo ma che le proprietarie ci traducono in "Voi siete arrivati da lontano solo per visitare il mio paese, io ho solo fatto qualche km perché vi siete smarriti, non mi dovete nulla sono io in debito con voi".

Questo aneddoto spiega perfettamente chi sono i thailandesi.

Per ritrovare voi stessi vi consigliamo il Nord della Thailandia, la parte che ci è piaciuta di più, quella più autentica, meno turistica, Chiang Mai, con tantissimi templi buddhisti, ritiri di meditazione e yoga, Chiang Rai, più mistica, vicino al Tempio Bianco, Tempio Blu e a tutti i villaggi caratteristici, come quello delle Donne Giraffa (tribù Karen).

Pai, un piccolo villaggio nelle montagne, con natura, sorgenti termali, silenzio, comunità spirituali e tanti backpackers; Mae Hong Son, una delle mete meno conosciute, con montagne, foreste, villaggi locali e pochissimi turisti.

Dopo il Nord, dirigetevi nelle antiche capitali, noi abbiamo visitato Sukhothai, capitale del primo Regno di Thailandia, uno dei luoghi più spirituali e potenti, anche più della famosa Ayutthaya, altra antica capitale ma molto più turistica.

A Sukhothai si visitano le rovine immerse nel verde, vi sentirete come Tomb Rider, pace e atmosfera vi accompagneranno sempre; noi (per puro caso) ci siamo ritrovati dentro una delle feste più magiche della Thailandia, Loy Krathong (tra fine ottobre e novembre, durante la luna piena del dodicesimo mese del calendario lunare thailandese) .

Il Loy Krathong non è semplicemente una festa, ma un rito di purificazione e rinascita; si portano o si acquistano sul posto, dei cestini con fiori, incenso e candele, e all'interno del parco delle rovine si lasciano galleggiare sull'acqua; il gesto simboleggia il lasciar andare il passato, i pesi emotivi e i pensieri negativi; noi l'abbiamo fatto e ci siamo sentiti liberi, felici, rigenerati, essere lì (eravamo gli unici occidentali) è stata un'esperienza magnifica, fidatevi, se ne avete bisogno dovete farlo!

Infine, per gli amanti del mare, non perdete : Koh Phangan, Koh Tao e Koh Lanta, luoghi poco turistici, dove oltre al mare potrete dedicarvi allo yoga, ai detox digitali e alla meditazione.

Qualsiasi luogo voi scegliate in Thailandia siamo sicuri che vi farà bene all'anima, e quando tornerete penserete solamente "Khop Khun Kha Thailandia" 


Costa Rica 

Il Costa Rica è il viaggio per chi sente il bisogno di tornare all'essenziale, qui la natura non è solo uno sfondo ma è la protagonista, ti avvolge, ti coccola, ti spaventa ma ti riconnette con il mondo.

Non a caso il motto nazionale è "Pura Vida" , uno stile di vita prima ancora di una frase, un consiglio di vivere con gratitudine, di accettare i ritmi naturali, di godere del presente senza fretta, perché ognuno ha il suo percorso, ognuno ha i suoi tempi e nessuno è in ritardo.

Ogni "Tico" (ossia costaricano) che incontrerete ha la sua filosofia personale sul "Pura Vida", viene usato come saluto, esclamazione, per esprimere soddisfazione o ammirazione, voi prendetelo come promemoria per rilassarvi e svuotare la mente.

A differenza di Bali e della Thailandia, qui non troverete monasteri, templi o cose del genere, qui sarà la natura a guidarvi e guarirvi; vi starete chiedendo : come ? 

Ecco: 

  • Passeggiare 

La camminata e la corsa sono due attività perfette per rigenerarsi, per liberare la mente, fatte ovunque, anche intorno al vostro quartiere, ma se siete in Costa Rica potete approfittarne e passeggiare in uno dei parchi migliori al mondo, ossia il Parco Nazionale Manuel Antonio.
Il parco non è esageratamente grande ma ha al suo interno più di 100 specie di mammiferi e 200 specie di uccelli; ci sono parecchi sentieri, tra i più semplici Punta Cathedral; durante questo percorso fermatevi nei vari punti panoramici e concentratevi nel cercare di avvistare più animali possibili.
Scimmie urlatrici, scimmie cappuccino, bradipi, scoiattoli, tucani, ibis, aironi, aquile, iguane, rane colorate, farfalle tropicali, e potremmo continuare all'infinito!
Dopo questa magnifica passeggiata potete riposarvi in una delle spiagge del parco, perché si sa, il mare è sempre la cura!

  • Guardare il tramonto 

Questo momento magico è amato da tutti, anche dai più scettici; in Costa Rica i tramonti sono splendidi e il posto migliore dove osservarli è Playa Tamarindo, dove le lunghe distese d'acqua, con i riflessi del sole, generano una cartolina perfetta.
Per quelli più solitari invece vi consigliamo Playa Junquillal, più spartana e isolata.
Il periodo migliore per godere dei tramonti migliori è tra fine aprile e maggio, quando finisce la stagione secca ed inizia la stagione delle piogge.

  • Fare il bagno nel fango vulcanico 

I vulcani del Costa Rica generano delle vere e proprie piscine termali naturali, ricche di minerali che curano la mente e il corpo.
Fare il bagno in queste acque è una tradizione antichissima, il fango è ricco di zolfo, che aiuta per le irritazioni della pelle e secondo alcuni rallenta l'invecchiamento, mentre il magnesio e lo zinco alleviano infiammazioni della pelle e delle articolazioni.
Dove trovarle ? 
Vulcano Arenal - La Fortuna, con le sue acque ricchissime di minerali, Rincon de la Vieja, con il fango sulfureo, e Vulcano Miravalles, meno turistico .

  • Cerimonie del cacao 

In tutte le bancarelle in Costa Rica troverete i semi di cacao, ricchi di magnesio, calcio e antiossidanti, si dice facciano bene anche al cuore, ma la parte più suggestiva sono le cerimonie.
Dei rituali antichi di origine maya e atzeche, dove si beve una tazza di cacao liquido, alcune volte mescolato con spezie naturali come cannella, peperoncino o vaniglia, con l'obbiettivo di aprire il cuore, favorire la meditazione, la creatività e la connessione con se stessi e con gli altri.
I luoghi migliori dove partecipare alle cerimonie sono : la zona di Monteverde, con piccoli ritiri immersi nella foresta pluviale, a La Fortuna e Arenal, con lodge e spa private, più di lusso, Nosara e Guanacaste, centri yoga e benessere nelle spiagge, oppure per esperienze più intime nella natura Tortuguero.

  • Massaggi con pietre vulcaniche 

I massaggi con le pietre vulcaniche sono uno dei trattamenti termali più popolari in Costa Rica.
Le pietre vulcaniche sono riscaldate in acqua a temperature tra i 120 e i 150°F e vengono appoggiate sulla pelle nuda; le massaggiatrici combinano massaggio e pietre, il calore dilata i vasi sanguigni, favorisce la circolazione e con il peso e il calore delle pietre favorisce il rilassamento.
Il luogo perfetto è Montezuma!

Sono tantissime le esperienze da fare in Costa Rica per riconnettersi con se stessi o con il mondo, anche semplicemente mangiare, magari assaggiando i meravigliosi frutti tropicali o facendo un detox di prodotti naturali, spetta solo a voi partire!

Cammino di Santiago 


Il Cammino di Santiago è un percorso storico che attraversa la Spagna, la Francia e il Portogallo, percorribile a piedi, in bici o a cavallo, che porta alla cattedrale di Santiago de Compostela; non è solo un'esperienza fisica, ma un viaggio interiore, ideale per chi cerca pace, riflessione, contatto con la natura e cultura locale.

"Nel pellegrinaggio di Santiago di Compostela, ogni passo è un desiderio, ogni pietra è un'apprensione, ogni stretto passaggio una decisione da prendere"

E' in questo modo che lo descrive Paulo Coelho nel suo libro "Il Cammino di Santiago" , un viaggio fisico ma allo stesso tempo spirituale, che attira ogni anno tantissime persone da tutto il mondo.

La storia del cammino nasce nel IX secolo, quando secondo la tradizione cristiana, le reliquie di San Giacomo Maggiore, uno dei dodici apostoli, furono ritrovate a Santiago de Compostela, nella Galizia, nord ovest della Spagna.

La scoperta delle reliquie attirò tanti pellegrini, che svilupparono diversi percorsi per arrivare a Santiago; tra il XI e il XIII secolo, il Cammino divenne una delle principali mete di pellegrinaggio, insieme a Roma e Gerusalemme, infatti vennero costruite chiese, ponti, posti dove poter alloggiare.

Dal XV secolo, con le guerre, epidemie, carestie, cambiamenti religiosi, il cammino perse parte della sua popolarità, mentre negli anni 80 ci fu la rinascita, diventando non solo un pellegrinaggio religioso ma un'esperienza culturale e spirituale, tant'è che oggi è patrimonio UNESCO.

Camminare sul Cammino di Santiago è un'esperienza che sembra avere tanti effetti positivi, sul benessere mentale, fisico e spirituale; pensate che sono stati fatti anche diversi studi, che dimostrano come il Cammino abbia portato benefici anche a lungo termine sulle persone che l'hanno fatto, un maggiore apprezzamento per la vita, più compassione e benevolenza verso gli altri, più accettazione di se stessi, un incremento del proprio scopo.

Un altro aspetto da non sottovalutare è l'unione tra convivialità e connessione con gli altri pellegrini, infatti molti decidono di partire da soli, ma non si è mai soli, sulla strada si troveranno tantissime altre persone; ciò porta ad apertura, rispetto, sostegno, un equilibrio perfetto tra indipendenza e connessione con gli altri.

Molte volte la cura ai propri mali sono proprio le persone, magari non i nostri cari o i nostri amici, ma dei perfetti sconosciuti, con vite complicate, con forza di rialzarsi e reagire, confrontarsi con gli altri ci fa capire che non siamo soli, non siamo gli unici, alcune persone stanno affrontando una guerra maggiore, eppure ancora sorridono!

Qualche info pratica, i percorsi : 

  • Cammino Francese (il più famoso, circa 780 km da Saint-Jean-Pied-de-Port)
  • Cammino Portoghese (il più tranquillo, circa 620 km da Lisbona o 240 km da Porto)
  • Cammino del Nord (il più impegnativo, circa 825 km lungo la costa atlantica) 
  • Via de la Plata (il più lungo, circa 1000 km da Siviglia) 

Il Cammino di Santiago è per chi, ad un certo punto della vita, non trova più le parole, per chi ha perso qualcuno, chi ha amato troppo, chi si sente fermo mentre il mondo corre avanti; qui non serve spiegare nulla a nessuno, si cammina e basta, ogni passo serve per lasciar andare, ogni alba è una possibilità a ricominciare.
Il Cammino non farà per forza dei miracoli, ma regala qualcosa di ancora più bello, il tempo per guarire, lo spazio per perdersi senza colpa e la forza di ricominciare, e quando si arriva a Santiago, si capisce che il vero viaggio non era verso una città ma verso se stessi!

India 


Il posto per eccellenza per la cura dell'anima è senza ombra di dubbio l'India, una terra mistica, magica, dove i suoni, le emozioni e gli odori sono amplificati,  dove le donne hanno vestiti colorati, le mucche vivono per la strada e i bambini senza nulla sono pieni di vita.

Tutti dicono che l'India o la ami o la odi, ma difficilmente la guardi con indifferenza, è un viaggio difficile, diverso ma perfetto per chi è alla ricerca di qualcosa.

Iniziate il vostro viaggio nelle località più mistiche, partite da Rishikesh, ai piedi dell'Himalaya, nel nord dell'India, lungo le acque sacre del fiume Gange, capitale mondiale dello yoga, dove regna il silenzio e la guarigione.

Lo yoga a Rishikesh non è fitness ma una disciplina interiore; la giornata inizia all'alba con la meditazione, si passa poi alle pratiche di respirazione (pranayama) si sta in silenzio e si studiano insegnamenti antichi.

Arrivano persone da tutto il mondo e non serve essere esperti, qui si lavora proprio per chi non sa, per chi è stanco e confuso.

Il fiume Gange a Rishikesh è giovane, forte ed impetuoso ed ogni sera si celebra la Ganga Aarti, una cerimonia di canti, luce e fuoco, dove si sta in silenzio a guardare le fiamme riflettersi nell'acqua, serve a far capire che non si è soli, che il proprio dolore è stato vissuto da altri prima, la vita continua anche quando fa male e ciò fa placare i pensieri e ridare spazio al cuore.

A Rishikesh si impara che guarire non è dimenticare, anzi bisogna stare con ciò che fa male e smettere di averne paura.

La tappa più forte del viaggio è sicuramente Varanasi, l'antica Benares, dove chi c'è stato racconta come ci si sente vivi, nonostante la spiritualità legata alla morte.

Secondo la tradizione induista, qui nascere, vivere o morire significa liberarsi dal ciclo delle reincarnazioni, infatti molti ci vengono dopo un lutto, non per dimenticare ma per dare un senso alla perdita, perché si capisce che il dolore non è un errore, l'amore non finisce dopo la morte, si, tutto cambia ma nulla si perde davvero.

I ghat, le scalinate che scendono verso il Gange, vi regaleranno momenti di vita autentica, persone che pregano, corpi che vengono accompagnati al fiume, persone che lavano i panni o si fanno il bagno, capirete che la vita continua accanto alla morte.

Varanasi non è per tutti, è caotica, sporca, intensa e a tratti dolorosa, ma se ci arrivate in un momento giusto della vita, vi insegnerà la lezione più difficile, che bisogna andare avanti.

Dopo Varanasi la tappa finale è il Kerala, a sud dell'India affacciato sul Mar Arabico, una terra umida, verde, viva, con palme e risaie, aria fresca e pioggia lenta; qui nasce l'Ayurveda, una delle più antiche medicine tradizionali al mondo, praticata da oltre 5000 anni; se il nord dell'India scuote, il Kerala accoglie.

L'Ayurveda non è una spa o un massaggio rilassante, è una cura profonda e personalizzata che lavora su corpo, mente ed energia, perché secondo questa medicina, quando stiamo male non è per stress o stanchezza, ma perché siamo fuori equilibrio.

L'Ayurveda si occupa di stanchezza cronica, insonnia, ansia, tristezza, blocchi emotivi.

Come funziona ? 

Ci sono tantissimi centri che se ne occupano, si vivono giornate semplici, nella natura, con trattamenti quotidiani con oli caldi, un'alimentazione curativa, meditazione e yoga, e tanto tanto riposo.

L'India è il viaggio più difficile di tutti, ti mette davanti ciò che eviti, ti confonde, ti svuota, ma poi lentamente ti restituisce te stesso.


Filippine


Le Filippine sono un arcipelago di oltre 7000 isole, sospese tra oceano, cielo e semplicità; qui la spiritualità non è fatta di rituali complessi, ma di presenza, gentilezza e leggerezza.

Alle Filippine nessuno ti chiede di guarire,  ma ti insegnano a sentirti di nuovo leggero, vivo!

Le giornate sono fatte di sole, piedi nudi, acqua salata, e si sa, il mare è la cura a tutti i mali; natura, lentezza e umanità lavorano insieme per farti sentire di nuovo al sicuro.

Ci si alza al mattino con il sole già caldo, si conclude con dei tramonti pazzeschi e nel mezzo c'è tutto ciò che si vuole, le passeggiate, i mercati, i paesaggi naturali, il mare.

Quali isole consigliamo ? 

  • Palawan

Una lunga isola nel sud-ovest delle Filippine, definita da alcuni la più bella al mondo (dopo la Sardegna eh), ma la sua forza non è solo la bellezza, è lo spazio, il respiro, il silenzio, qui la natura fa da padrona e si sa, quando la natura comanda l'anima si rilassa.
La zona più famosa di Palawan è El Nido, con lagune smeraldo, isole carsiche, spiagge raggiungibili solo in barca, ideale per chi vuole sentirsi piccolo rispetto al mondo, chi ha bisogno di purezza e di stupore.
La parte invece molto più lenta e intima è Port Barton, zero movida, giornate più lente, qui la gente ci passa di sfuggita e poi decide di restarci per sempre.
Il mare è meraviglioso, perfetto per spegnere il cervello e crearsi la propria routine di meditazione.

  • Siargao

Si trova ad est di Mindanao, nell'oceano Pacifico, conosciuta come la capitale del surf, spiagge bianche, acqua cristallina, natura intatta con palme, lagune, mangrovie.
Qui un modo perfetto per staccare la spina è usare l'adrenalina, magari fare lezioni di surf, visitare le lagune o le piscine naturali come Magpupungko Rock Pools.

  • Camiguin 

Una piccola isola vulcanica a nord di Mindanao, non turistica e per questo perfetta per chi ha bisogno di rigenerarsi.
Quest'isola è conosciuta come "L'isola dei vulcani", è possibile fare bellissimi trekking, oppure nuotare nelle sorgenti termali, per rilassare mente e corpo; il turismo è sostenibile, ci sono foreste, cascate, ma anche mare tranquillo e cristallino.
Le giornate scorrono lente, senza fretta, perfette per chi vuole staccare.

  • Bohol 

Un'isola centrale delle Filippine, famosa per combinare relax, natura e spiritualità.
La parte più famosa sono le Chocolate Hills, oltre 1200 colline tondeggianti che cambiano colore con le stagioni, camminare e guardarle dall'alto dà un senso di leggerezza.
Il Tarsier Sanctuary, invece è la casa dei piccoli primati filippini, i tarsier, tra i primati più piccoli e delicati del mondo, osservarli ricorda di rispettare la vita e di quanto anche gli animali possano aiutare a guarire l'anima.
Altra caratteristica dell'isola sono le sue spiagge tranquille, con mare cristallino, come Panglao e Alona Beach, oppure i suoi fiumi, che permettono di fare crociere tra le foreste e i villaggi, dove troverete sorrisi gentili.

  • Siquijor 

Una piccola isola delle Filippine, famosa per essere mistica e misteriosa, spesso chiamata "Isola della Guarigione" o "Isola dei Guaritori" perché qui la tradizione locale è profondamente legata a pratiche di medicina naturale, rituali di guarigione e magia popolare.
Nei villaggi si praticano diversi trattamenti con erbe medicinali, massaggi e rituali curativi, i guaritori sono chiamati "Herbolarios" o "Mananambal" e combaciano rituali, incantesimi ed erbe medicinali, utilizzano foglie, radici, bacche e oli per creare tinture, infusi e ungenti.
In alcuni rituali utilizzano preghiere e purificano lo spirito e la mente, sono rispettati da tutta l'isola e vengono cercati dagli abitanti del posto ma anche dai turisti.
Ogni isola delle Filippine ti insegna qualcosa, ma la sua specialità sono le persone, sorrisi spontanei, gentilezza che non chiede nulla in cambio, occhi che ti accolgono senza interrogatori, qui impari che la felicità può tornare senza tradire il passato; le Filippine ti invitano a ricominciare e a ritornare a sorridere, come fa il suo popolo.


Perù


Il Perù è un paese dove la terra parla, dove le Ande custodiscono saggezza antica e i villaggi remoti insegnano a fermare il tempo, ogni passo è un invito a riflettere, sul passato, sul presente e su ciò che si vuole lasciare andare.

Quando si parla di Perù e guarigione, ci si ritrova alla fine a parlare di Ayahuasca, una specie di bevanda allucinogena usata da secoli dagli sciamani e curadores dell'Amazzonia; si prepara mescolando diverse piante che contengono dimetiltriptamina, la stessa sostanza prodotta dal cervello durante la nascita, durante la fase rem del sonno e durante la morte; solitamente nel corpo questa sostanza viene annullata dai nostri enzimi, mentre nell'Ayahuasca gli enzimi sono inibiti, facendo sì che resti in circolo anche per due o tre ore, arrivando a vivere esperienze fortissime.

I popoli amazzonici e andini la usano da secoli, per scopi divinatori ma anche per riti magici-terapeuti, sostenendo possa curare depressione, iperattività, tossicodipendenza, ecc.

Prima dell'assunzione si deve fare una dieta, e l'esperienza è sconsigliata a chi soffre di ipertiroidismo, pressione alta, diabete, problemi cardiaci, assume antidepressivi o sta facendo una cura antibiotica; appena si beve l'intruglio solitamente si vomita, la così detta "purificazione", passando poi alle allucinazioni, "si vede con il terzo occhio" , ci si comporta come non si fa di solito, si vede il passato, il futuro, qualcuno, e si finisce poi per piangere, urlare e buttarsi a terra.

Noi non abbiamo mai provato l'Ayahuasca, ma l'esperienza ci è stata raccontata durante uno dei nostri viaggi,  non sappiamo se è un'esperienza che faremmo, però se voi ci state pensando, vi consigliamo di informarvi bene e di affidarvi a delle persone serie, purtroppo ora che è molto in voga in tanti si fingono sciamani, organizzano truffe, derubano i viaggiatori o peggio, ci sono storie di donne che mentre perdevano il controllo sono state abusate, per questo è molto importante non andare mai da soli, e ripetiamo affidarsi alle persone giuste, perché se fatta come si deve, è un'esperienza che ha aiutato tante persone.

Le tappe per guarire in Perù ?

  • Le Ande peruviane

Le Ande peruviane, dove gli abitanti considerano la natura sacra, ogni montagna, fiume o lago ha il suo spirito, chiamato "Apu" e i riti servono ad onorare questi spiriti, chiedere abbondanza, protezione e guarigione.

La Valle Sacra non è solo un paesaggio, è vita fatta di persone che mantengono tradizioni millenarie; Ollantaytambo è un villaggio fortificato ancora abitato dai tempi degli Inca, le case sono ancora in pietra e tra le stradine ciottolate si vedono mercati, bambini che giocano, donne che lavorano i tessuti, tutto trasmette pace e autenticità.

Pisac invece è famoso per i mercati artigianali, un piacere per gli occhi, colori, tessuti, ceramiche, gioielli; qui si osserva la vita, il ritmo lento e la gentilezza delle persone.

Infine Chinchero, conosciuto per la tessitura tradizionali, dove le donne lavorano con telai antichi, vi insegna la pazienza e la cura.

Ogni villaggio ha i propri ritmi, scanditi dal sole, dai lavori agricoli e dai riti locali, i sorrisi della gente e la loro ospitalità spontanea invitano a vivere il presente, senza fretta e ansia.

  • Machu Picchu

Machu Picchu non è solo un complesso di rovine Inca, ma è un luogo sospeso nel tempo, dove le montagne e la nebbia sembrano voler proteggere il segreto della vita stessa.
I raggi del sole e la posizione delle costruzioni riflettono la conoscenza astronomica degli Inca, che collegava cielo, terra e spiritualità.
Oltre al sito ci sono i sentieri, che offrono un'esperienza dentro se stessi: 
  • Inca Trail : il più famoso e suggestivo, attraversa le montagne, foreste e antichi siti Inca.
  • Salkantay Trek : alternativa più remota e selvaggia, attraversa altitudini elevate, ghiacciai e valli, ideale per chi cerca isolamento.
  • Lares Trek : passa per villaggi remoti e comunità andine.
Lungo questi sentieri si praticano diversi riti e cerimonie, il più famoso è l'Offerta alla Pachamama, dove si lasciano in piccole buche lungo la strada, delle offerte, come mais, foglie di coca o semi, proverete un grande senso di rispetto; le Preghiere agli Apu, per chiedere protezione, Fumigazioni, piccoli rituali con fumo di erbe locali, come le foglie di coca o piante aromatiche, per pulire l'energia negativa e creare armonia tra chi cammina e la natura; infine i Riti di passaggio, dove quasi arrivati a Machu Picchu, ci si ferma a lasciare un pensiero, un oggetto o semplicemente una parola d'addio a ciò che si vuole lasciare nel passato.
Anche se non si partecipa a questi riti, solo osservandoli ci si sente più calmi e il cammino diventa un'esperienza spirituale profonda.

  • Lago Titicaca 

Lago Titicaca in Perù
Il Lago Titicaca è situato al confine tra Perù e Bolivia ed è il lago navigabile più alto del mondo, a 3.812 metri sul livello del mare.
Ha un significato sacro per i suoi abitanti, secondo le leggende, qui sarebbero nati Manco Capac e Mama Ocllo, i mitici fondatori dell'Impero Inca.
Le sue acque, i colori intensi e il silenzio, rendono questo luogo perfetto per ritrovare se stessi, per farsi domande, per riprendersi.
Qui vengono fatti diversi rituali, simili a quelli descritti sopra.
Il Perù è per chi vuole guarire, per chi ha sofferto troppo e ora cerca pace e bellezza, è un viaggio dentro se stessi, tra terra, acqua e cielo, arricchito dai sorrisi della gente e dal loro sapere antico.



Nepal 

Il Nepal non è un viaggio qualunque, è il ritorno all'essenziale, la tappa che consigliamo a chiunque ne abbia bisogno; qui il tempo rallenta, i pensieri diventano leggeri e ogni passo è una forma di meditazione.

Tra vette sacre, bandiere di preghiera mosse dal vento e sorrisi gentili, il Nepal vi curerà e vi rimanderà a casa ricchi, ricchissimi, e non stiamo parlando di soldi.

La spiritualità del Nepal non è un evento, ma una pratica quotidiana, tra templi induisti, monasteri buddisti, stupa come Swayambhunath o Boudhanath, avvolgono il viaggiatore in un'atmosfera sospesa, fatta d'incenso, mantra e preghiere.

Nei piccoli villaggi si vive una vita lenta, poche parole, uno sguardo, un sorriso e una tazza di tè caldo bastano per creare connessioni profonde; questo viaggio scava dentro, toglie ma poi aggiunge, e quello che dà resterà per sempre con voi.

L'Himalaya invece non è solo uno scenario mozzafiato, ma una presenza costante, anche senza affrontare chissà quale trekking, la sola vista della montagna insegna l'umiltà, la pazienza e il rispetto davanti alla maestosità della natura.

Le tappe per rigenerarsi ?

  • Katmandu

Il primo impatto sarà intenso, rumori costanti, clacson continui, profumo d'incenso mischiato alla polvere, fili elettrici come ragnatele, nessuna dolcezza ma tanto caos, qui impari ad arrenderti al flusso, ad accettare l'imperfezione e a rallentare dentro al disordine.
Tempio delle Scimmie in Nepal
Il Tempio delle Scimmie (Swayambhunath) è il primo rito da compire, qui si capisce che la spiritualità non è austera ma viva e dall'alto quella città così caotica appare invece fragile, umana.
Uno dei luoghi più potenti del Nepal è proprio a Katmandu, ossia il Boudhanath Stupa, si cammina in senso orario, seguendo il flusso dei pellegrini; non serve essere buddisti o conoscere il buddhismo, si seguono le persone, i mantra, le campane, e la mente si calma.
Come per l'India, anche in Nepal assisterete alle cremazioni, sulle rive del fiume Bagmati, non uno spettacolo ma una lezione di vita, dopo Pashupatinath tante cose smetteranno di sembrarvi importanti.
Dopo tutta questa spiritualità intensa, la sera raggiungete Thamel, con le sue luci soffuse, la musica soft e i caffè tranquilli, location ideale per scrivere, studiare, interagire.


  • Bhaktapur 

Dopo il caos di Kathmandu, questa antica città newari è come un lungo respiro; qui il tempo sembra essersi fermato, tra templi di mattone rosso e strade dove la vita quotidiana scorre senza fretta.
Questa città insegna che per rallentare ci vuole tanto coraggio.
Il cuore della città è Piazza Durbar, un museo a cielo aperto, dove i templi non sono perfetti, hanno crepe e segni del tempo, infatti raccontano una bellezza autentica e vissuta.
Qui vedrete scene di vita vera, mani laboriose che creano arte, modellano l'argilla, lavorano con calma, ricordando quanto sia bello fare le cose una alla volta, senza quella fretta che spesso ci assale.
Il mangiare di Bhaktapur è come la città, semplice ma resta nel cuore, soprattutto lo "Juju Dhau" uno yogurt tradizionale, dolce, cremoso e servito in piccole ciotoline.
Infine il tramonto, il momento più magico della giornata, dove le strade si svuotano e una passeggiata nel silenzio è quello che ci vuole.

  • Pokhara 

Kathmandu vi ha scosso, Bhaktapur vi ha fatto rallentare e Pokhara vi guarirà.
Una città che abbraccia, tra lago e montagna, dove il silenzio è una costanza, qui il Nepal smette di essere intenso e diventa gentile.
Prima dell'alba si sale a Sarangkot, il freddo pizzica sulla pelle, il cielo è ancora scuro, ma più si sale e più si intravedono le vette dell'Annapurna diventare rosa, nessuno parla, tutti ammirano.
Sul lago Phewa si fa yoga, anche chi non lo sa fare è il benvenuto, oppure si passeggia o si rema una barca, ci si specchia nel lago e non si vede solo il riflesso delle montagne, ma quello che si ha dentro.
La sera Pokhara si illumina piano piano, musica soft, candele, ristoranti sul lago.
Pokhara è anche la porta d'accesso all'Himalaya,  perchè da qui partono diversi trekking, tra i più famosi del Nepal; non serve essere alpinisti, molti percorsi sono pensati anche per chi desidera camminare lentamente, dormire nei villaggi e vivere la montagna con rispetto.
Durante i trekking ovviamente non troverete hotel di lusso, ma case di montagna, con camere semplici, pasti caldi, stufe accese e sorrisi gentili.
Tra i trekking più semplici ne esistono alcuni di 2-3 giorni, con sentieri tra risaie, foreste, villaggi come Gurung e Magar, oppure semplicemente il trekking all'alba sull'Annapurna, dove si cammina al buio e si aspetta l'alba.

  • Lumbini 

Lumbini è il luogo di nascita di Siddhartha Gautama, il Buddha, ma non è nulla di grandioso o spettacolare, anzi, il suo potere è l'essenziale, l'essere spoglio!
Il cuore di Lumbini è il Giardino Sacro, un'area verde attraversata da sentieri lenti, alberi antichi e specchi d'acqua; il Tempio Maya Devi, segna il punto esatto della nascita di Buddha.
Qui sorgono numerosi monasteri buddhisti provenienti da diversi paesi, come: Thailandia, Tibet, Birmania, Sri Lanka, Giappone, Corea, ecc.
Camminare da un monastero all'altro è come fare il giro del mondo!
A Lumbini non succede molto, la vita va lenta, le giornate sono segnate dalla luce e dai canti, qui non si hanno obblighi, qui si vive la bellezza del non fare.
Tra il caos di Kathmandu, la lentezza di Bhaktapur, la dolcezza di Pokhara, la forza dell'Himalaya e il silenzio di Lumbini, il Nepal accompagna chi viaggia in un percorso interiore fatto di lasciar andare, accettare ciò che è e ascoltare ciò che conta davvero.

Hawaii 


Le Hawaii non sono sole isole tropicali, ma un rifugio dell'anima, tra vulcani sacri, oceani immensi e foreste lussureggianti, ogni respiro diventa un gesto di connessione con la terra, l'acqua e il cielo.

Camminare lungo le spiagge e ascoltare il rumore delle onde è un vero rito di guarigione, calma la mente, fa sparire i pensieri, siete solo voi e il mare.

I vulcani sono invece l'esempio perfetto di creazione, distruzione e di rinascita, ricordano alla mente che la trasformazione fa parte del gioco della vita.

Esistono poi tante pratiche e rituali tipici delle Hawaii, per guarire l'anima; durante il nostro viaggio in California una ragazza che l'ha vissuto in prima persona ci ha spiegato un po' come funziona; la pratica si chiama "Ho'oponopono" che letteralmente significa "mettere a posto", una specie di medicina per l'anima; durante questo percorso di guarigione si fanno preghiere, discussioni, ragionamenti, tutto per scacciare via i conflitti e restaurare l'armonia, magari in una relazione, o all'interno della propria famiglia, partendo però dal cuore di ciascuno.

Questa ragazza ci ha spiegato che durante le pratiche viene insegnato a non trattenere mai il dolore, ma di lasciarlo andare, spiegando che quando si guarisce la propria persona, guarisce tutto ciò che la circonda.

Per semplificarlo, potremmo dirvi che l'Ho'oponopono si basa su 4 frasi chiave, che ripetute come mantra interiore guariscono l'anima: 

  1. Mi dispiace : riconoscere il dolore o l'errore dentro o fuori di noi.
  2. Perdonami : chiedere perdono per liberare il risentimento.
  3. Ti amo : inviare amore a se stessi e agli altri.
  4. Grazie : per il processo di guarigione.
La tappe delle Hawaii per rigenerarsi ? 

  • Haleakala

Immaginate di salire nel cratere all'alba, il silenzio assoluto, il cielo ancora scuro e ogni passo porta ad un senso di immensità e meraviglia mai provato prima; quando il sole piano piano arriva tinge di rosa le nuvole e il cuore si apre; è il luogo perfetto per riconnettersi con il proprio ritmo interiore, per sentire che ogni respiro conta.
Il nome "Haleakala" significa "Casa del sole", infatti secondo una leggenda hawaiana, il semidio Maui legava qui il sole per rallentarlo e allungare le giornate. 

  • Parco Nazionale dei Vulcani 

Camminare tra i crateri, la lava solidificata e i fiumi naturali è come partecipare ad un rito di rinascita; la terra stessa racconta come ciò che sembra finito può rompersi e trasformarsi, anche in qualcosa di migliore.

  • Spiagge e oceano 

Alle Hawaii il mare non è solo panorama ma protagonista, le spiagge migliori per ritrovare se stessi sono: Lanikai Beach (Oahu) con sabbia bianca finissima, acqua calma e trasparente, perfetta per meditare, fare yoga o semplicemente nuotare; Punalu'u Black Sand Beach (Big Island) sabbia nera vulcanica, scenario unico e potente, Hanalei Bay (Kauai) ampia baia con montagne sullo sfondo, acque tranquille e atmosfera sospesa.
Le Hawaii diventano un laboratorio di rinascita, il corpo impara a lasciare andare e il cuore si apre, è pronto per l'ultima tappa, la rinascita!

Vietnam

Il Vietnam non è solo paesaggi mozzafiato, baie incontaminate e città vibranti, è la testimonianza di un popolo che ha sofferto, ha resistito ed è rinato; qui ogni sorriso racconta una storia di resilienza e di pace ritrovata, il popolo vietnamita è riuscito a trasformare il dolore in gioia, la memoria in insegnamento e la vita torna a scorrere con leggerezza.
Rimanendo sempre in tema di spiritualità, partite dalla Baia di Ha Long, patrimonio UNESCO, un luogo di silenzio e meraviglia, dove le affascinanti torri calcaree emergono dall'acqua, regalando un senso di pace e presenza, soprattutto all'alba.

Le onde, le navi e la luce che cambia colore invita a respirare pienamente, a sentire gratitudine davanti a tanta bellezza.

Vicino alla baia si trova la Bao Hai Linh Thong Tu Pagoda, un rifugio spirituale dove camminare immersi nel verde, vicino agli alberi si può meditare o osservare la natura e sentire il canto degli uccelli.

Il Delta del Mekong invece è più autentico, la vita scorre tra i canali, mercati galleggianti e campi di riso; i villaggi puntano alla semplicità, alla quotidianità, un'esperienza che insegna gratitudine per ogni sorriso che arriva senza chiedere nulla in cambio; qui ci sono diversi templi che meritano una visita, come il Vinh Trang Pagoda o il Tay An Temple, immersi nella natura, ma anche il grande monastero Souhern Truc Lam Zen, perfetto per meditare.

Nel Nord del Vietnam, fuori Hanoi, si trova una delle Pagode più spirituali, la Huong Pagoda, un complesso di templi e grotte sacre nascoste tra le montagne, raggiungibili solamente con una lenta barca sul fiume Yen e una camminata nella natura.

Ma a differenza degli altri luoghi, in Vietnam non dovrete solamente visitare templi e monasteri per cercare la pace, qui dovrete vivere le persone.

Nei villaggi del Delta del Mekong o sulle colline di Sapa, incontrerete agricoltori al lavoro, bambini che giocano e anziani che raccontano storie, nonostante le difficoltà storiche i sorrisi sono comunque spontanei e vi fanno capire che la felicità è una cosa semplice; osservare queste persone insegna che bisogna essere grati anche per le minime cose, per ogni gesto quotidiano e ogni piccolo momento di gioia.

Il Vietnam chiude il viaggio emotivo con un abbraccio finale, dopo le montagne che ci hanno insegnato il silenzio, il mare che ci ha guarito, qui torniamo ad incontrare la vita e la speranza, è il luogo perfetto per ricordarci che anche dalle cicatrici più profonde può nascere la pace.

"Nonostante tutto la vita va avanti e noi possiamo scegliere di rinascere ogni giorno"

*Bonus


Esiste un altro luogo, più vicino di tutti gli altri scritti sopra, altrettanto magico e bellissimo, adatto a chi non può spingersi così lontano, perfetto per staccare la spina, tagliare i ponti con il passato, curarsi e rigenerarsi; un posto fatto di sapere antico, di tradizioni millenarie, di persone ospitali, cibo delizioso, natura rigogliosa, siti archeologici ancora da studiare e il mare più bello al mondo : la Sardegna.
Per chiunque ne avesse bisogno la Sardegna c'è, c'è sempre stata e ci sarà sempre, offrendo un rifugio a chi vuole scappare e ritrovare se stesso, sono tantissime le esperienze che si potrebbero fare, ma magari ne parliamo in un altro articolo specifico.

Guarire non è facile, è un percorso ad ostali, tortuoso, difficile; qualsiasi sia il tuo "male" ricordati che non sei mai solo, ci sarà sempre qualcuno in ogni angolo del mondo pronto ad aiutarti e anche quando tutto sembra sprofondare, ricordati che c'è sempre un motivo per andare avanti, anche se non lo vedi, c'è, e il viaggio emotivo serve anche a questo, ogni posto in questa lista ha la sua missione nei tuoi riguardi e alla fine del tuo viaggio starai meglio e potrai dire:

"Ho viaggiato per il mondo, ma ho scoperto che il vero viaggio è dentro di me, ogni luogo mi ha cambiato, ogni persona mi ha ascoltato e ogni momento mi ha guarito"

Questo articolo è dedicato a chi ha perso tutto tranne la forza per riprovarci, siete le persone più forti che esistano.

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