Non sempre si viaggia per vedere qualcosa, a volte si parte perché restare è diventato troppo rumoroso.
Ci sono momenti bui nella vita di tutti, momenti dove non sai esattamente cosa ti manca, oppure momenti dove sai benissimo cosa ti manca.
A volte non è neanche tristezza, neanche infelicità, ma una stanchezza sottile, di spiegare, di decidere, di essere sempre nello stesso punto anche quando tutto intorno cambia.
Altre volte è una perdita, una mancanza improvvisa, un attimo dove la vita ti toglie qualcosa, decidendo per te che la tua felicità deve cessare.
In questi momenti qui, non servirebbe neanche un bell'itinerario, una lista di cose da vedere, no, serve spazio, silenzio, ma comunque si deve reagire, servirebbe un luogo che non chieda nulla, ne chi sei o cosa farai dopo, servirebbe la pace.
I viaggi emotivi nascono da qui, dal bisogno di sparire per un po', per rifiorire, per fare chiarezza e ricominciare; non sono viaggi che risolvono i tuoi problemi della vita, ma ti permettono di respirare abbastanza da rimetterti in ordine dentro, e riprovarci.
Bali
Bali è magia pura, è pace, tranquillità, spiritualità, tutto quello che serve per rigenerarsi.
Ad Ubud ogni tempio, ogni risaia e ogni mercato, sembra sospeso nel tempo, invitandoti a rallentare e a respirare profondamente; qui la vita segue ritmi antichi, le donne al mattino portano per le strade e per i locali le loro offerte agli dei, con fiori e incensi, che vedrai ovunque (rischierai anche di calpestarle) gli uomini si vestono di bianco, simbolo di purezza e spiritualità, sfilano a volte per le strade con canne di bambù decorate e altri oggetti sacri verso i templi, una danza lenta di emozioni, profumata d'incenso e dal significato profondo.
Quando visiterai i templi ti dovrai vestire come loro, con il sarong, potrai osservarli pregare, respirare il silenzio, ammirare tutta quella bellezza, perché i loro templi non sono solo grandi statue, ma molti sono immersi nella natura, noi per esempio, ci siamo innamorati del Pura Goa Gajah, famoso per l'ingresso nella roccia a forma di faccia, che rappresenta il confine tra il mondo umano e quello spirituale, e chi entra, simbolicamente, lascia fuori le preoccupazioni quotidiane.
Questo tempio è bellissimo, in mezzo alla giungla, ricco di colori, di fiori, sentieri e persino una cascata; una pace assurda, da provare.Altro posto magico di Bali è Uluwatu, famoso per i suoi templi sospesi a picco sulle scogliere, un luogo che invita a riflette e ad innamorarsi della natura.
Qui noi abbiamo visto uno dei tramonti più magici di tutta la nostra vita, infatti Uluwatu è consigliato proprio per quello, oltre alle spiagge più belle di Bali, qui potrete vedere dei bellissimi tramonti.
Ci sono tantissimi posti dove vederli, tutti consigliano il tempio, noi invece abbiamo trovato dei locali che hanno delle terrazze a picco sul mare, proprio sulle scogliere, con dj, tante persone diverse, di ogni nazionalità, i surfisti che cavalcavano le onde e il sole che piano piano scompariva nell'oceano, che spettacolo, e chi lo dimentica più ?
A Bali ci sono tantissimi posti dove poter fare yoga, meditazione e anche rituali, ne parliamo nel nostro articolo UBUD
L'Isola degli Dei non si visita soltanto con gli occhi ma si sente con il cuore, ogni passo qui è un piccolo rito, ogni respiro è un richiamo alla bellezza semplice e autentica della vita; Bali vi curerà e vi resterà dentro anche molto tempo dopo essere tornati a casa, e poi anche Julia Roberts in Mangia Prega Ama si è innamorata di Bali, cosa state aspettando a partire ?
Thailandia
La Thailandia per noi è come il primo amore, il primo viaggio "lontano" di Sarah, organizzato da zero, senza aiuti, senza tutta la tecnologia che esiste ora e senza avere una sim locale o una eSIM, cosa che ora non può mai mancare nei nostri viaggi (per info e sconti Clicca qui ).
Se cerchi un luogo dove rallentare, trovare te stesso e lasciar andare ciò che pesa, la Thailandia è il posto giusto; qui il tempo ha un ritmo tutto suo, al mattino ci si sveglia con il canto dei monaci, si visitano i mercati profumati, i templi meravigliosi e si concludono le giornate con dei tramonti che ti insegnano a restare fermo e vivere il presente.
Quando arrivi in Thailandia nessuno ti chiede niente, ma tutti ti regalano sorrisi, infatti è proprio per questo che viene chiamata la "Terra del Sorriso", chiunque ti sorride, e quando a farlo è un bambino scalzo, che apparentemente non ha nulla ma sorride, non puoi non chiederti quanto siamo privilegiati e quanto non ce ne rendiamo conto!
Una delle cose che ci ha emozionato di più è il loro modo di dire grazie: "Khop Khun Kha" , un inchino e mani giunte, chiunque, sempre e dovunque, tanto che si rimane imbarazzati; noi neanche ringraziamo quando dovremmo, figuriamoci un inchino, invece la loro umiltà ti entra dentro, ti cambia e ti rende una persona migliore.
Per ogni viaggio abbiamo un aneddoto, un episodio che ci fa sempre ricredere sul genere umano e ci fa pensare a quanto siano belle le persone, e tutti quei racconti dei tg siano invece una piccolissima parte del mondo; in Thailandia, più precisamente a Chiang Rai, ci siamo persi, telefono scarico, di notte con una moto e la città deserta, non riuscivamo a tornare nella nostra guesthouse; troviamo un uomo seduto fuori dalla sua casa e gli chiediamo aiuto ma l'uomo scappa di corsa in casa, noi non capiamo e pensiamo di averlo spaventato, invece l'uomo è andato a chiamare sua figlia perché lui non parla l'inglese, mentre lei qualcosa la sa dire!
Le spieghiamo la situazione, lei chiama la guesthouse e si fa spiegare dove si trova, lo spiega all'uomo che sale sulla sua bici e ci fa segno di seguirlo, piove, è buio e noi guidiamo per km, lui pedala.
Arriviamo alla guesthouse, con le proprietarie (una signora anziana e sua figlia) che ci aspettano sulla porta; ovviamente proviamo ad offrire all'uomo del denaro per il bellissimo gesto nei nostri confronti, ma lui continua a rifiutare e a ringraziarci come vi abbiamo detto, inchino e mani giunte; noi insistiamo ripetutamente ma lui continua a ringraziarci e a rifiutare pronunciando una frase che noi non capiamo ma che le proprietarie ci traducono in "Voi siete arrivati da lontano solo per visitare il mio paese, io ho solo fatto qualche km perché vi siete smarriti, non mi dovete nulla sono io in debito con voi".
Questo aneddoto spiega perfettamente chi sono i thailandesi.
Per ritrovare voi stessi vi consigliamo il Nord della Thailandia, la parte che ci è piaciuta di più, quella più autentica, meno turistica, Chiang Mai, con tantissimi templi buddhisti, ritiri di meditazione e yoga, Chiang Rai, più mistica, vicino al Tempio Bianco, Tempio Blu e a tutti i villaggi caratteristici, come quello delle Donne Giraffa (tribù Karen).
Pai, un piccolo villaggio nelle montagne, con natura, sorgenti termali, silenzio, comunità spirituali e tanti backpackers; Mae Hong Son, una delle mete meno conosciute, con montagne, foreste, villaggi locali e pochissimi turisti.
Dopo il Nord, dirigetevi nelle antiche capitali, noi abbiamo visitato Sukhothai, capitale del primo Regno di Thailandia, uno dei luoghi più spirituali e potenti, anche più della famosa Ayutthaya, altra antica capitale ma molto più turistica.
A Sukhothai si visitano le rovine immerse nel verde, vi sentirete come Tomb Rider, pace e atmosfera vi accompagneranno sempre; noi (per puro caso) ci siamo ritrovati dentro una delle feste più magiche della Thailandia, Loy Krathong (tra fine ottobre e novembre, durante la luna piena del dodicesimo mese del calendario lunare thailandese) .Il Loy Krathong non è semplicemente una festa, ma un rito di purificazione e rinascita; si portano o si acquistano sul posto, dei cestini con fiori, incenso e candele, e all'interno del parco delle rovine si lasciano galleggiare sull'acqua; il gesto simboleggia il lasciar andare il passato, i pesi emotivi e i pensieri negativi; noi l'abbiamo fatto e ci siamo sentiti liberi, felici, rigenerati, essere lì (eravamo gli unici occidentali) è stata un'esperienza magnifica, fidatevi, se ne avete bisogno dovete farlo!
Infine, per gli amanti del mare, non perdete : Koh Phangan, Koh Tao e Koh Lanta, luoghi poco turistici, dove oltre al mare potrete dedicarvi allo yoga, ai detox digitali e alla meditazione.
Qualsiasi luogo voi scegliate in Thailandia siamo sicuri che vi farà bene all'anima, e quando tornerete penserete solamente "Khop Khun Kha Thailandia"
Costa Rica
Il Costa Rica è il viaggio per chi sente il bisogno di tornare all'essenziale, qui la natura non è solo uno sfondo ma è la protagonista, ti avvolge, ti coccola, ti spaventa ma ti riconnette con il mondo.
Non a caso il motto nazionale è "Pura Vida" , uno stile di vita prima ancora di una frase, un consiglio di vivere con gratitudine, di accettare i ritmi naturali, di godere del presente senza fretta, perché ognuno ha il suo percorso, ognuno ha i suoi tempi e nessuno è in ritardo.
Ogni "Tico" (ossia costaricano) che incontrerete ha la sua filosofia personale sul "Pura Vida", viene usato come saluto, esclamazione, per esprimere soddisfazione o ammirazione, voi prendetelo come promemoria per rilassarvi e svuotare la mente.
A differenza di Bali e della Thailandia, qui non troverete monasteri, templi o cose del genere, qui sarà la natura a guidarvi e guarirvi; vi starete chiedendo : come ?
Ecco:
- Passeggiare
- Guardare il tramonto
- Fare il bagno nel fango vulcanico
- Cerimonie del cacao
- Massaggi con pietre vulcaniche
Cammino di Santiago
"Nel pellegrinaggio di Santiago di Compostela, ogni passo è un desiderio, ogni pietra è un'apprensione, ogni stretto passaggio una decisione da prendere"
E' in questo modo che lo descrive Paulo Coelho nel suo libro "Il Cammino di Santiago" , un viaggio fisico ma allo stesso tempo spirituale, che attira ogni anno tantissime persone da tutto il mondo.
La storia del cammino nasce nel IX secolo, quando secondo la tradizione cristiana, le reliquie di San Giacomo Maggiore, uno dei dodici apostoli, furono ritrovate a Santiago de Compostela, nella Galizia, nord ovest della Spagna.
La scoperta delle reliquie attirò tanti pellegrini, che svilupparono diversi percorsi per arrivare a Santiago; tra il XI e il XIII secolo, il Cammino divenne una delle principali mete di pellegrinaggio, insieme a Roma e Gerusalemme, infatti vennero costruite chiese, ponti, posti dove poter alloggiare.
Dal XV secolo, con le guerre, epidemie, carestie, cambiamenti religiosi, il cammino perse parte della sua popolarità, mentre negli anni 80 ci fu la rinascita, diventando non solo un pellegrinaggio religioso ma un'esperienza culturale e spirituale, tant'è che oggi è patrimonio UNESCO.
Camminare sul Cammino di Santiago è un'esperienza che sembra avere tanti effetti positivi, sul benessere mentale, fisico e spirituale; pensate che sono stati fatti anche diversi studi, che dimostrano come il Cammino abbia portato benefici anche a lungo termine sulle persone che l'hanno fatto, un maggiore apprezzamento per la vita, più compassione e benevolenza verso gli altri, più accettazione di se stessi, un incremento del proprio scopo.Un altro aspetto da non sottovalutare è l'unione tra convivialità e connessione con gli altri pellegrini, infatti molti decidono di partire da soli, ma non si è mai soli, sulla strada si troveranno tantissime altre persone; ciò porta ad apertura, rispetto, sostegno, un equilibrio perfetto tra indipendenza e connessione con gli altri.
Molte volte la cura ai propri mali sono proprio le persone, magari non i nostri cari o i nostri amici, ma dei perfetti sconosciuti, con vite complicate, con forza di rialzarsi e reagire, confrontarsi con gli altri ci fa capire che non siamo soli, non siamo gli unici, alcune persone stanno affrontando una guerra maggiore, eppure ancora sorridono!
Qualche info pratica, i percorsi :
- Cammino Francese (il più famoso, circa 780 km da Saint-Jean-Pied-de-Port)
- Cammino Portoghese (il più tranquillo, circa 620 km da Lisbona o 240 km da Porto)
- Cammino del Nord (il più impegnativo, circa 825 km lungo la costa atlantica)
- Via de la Plata (il più lungo, circa 1000 km da Siviglia)
India
Tutti dicono che l'India o la ami o la odi, ma difficilmente la guardi con indifferenza, è un viaggio difficile, diverso ma perfetto per chi è alla ricerca di qualcosa.
Iniziate il vostro viaggio nelle località più mistiche, partite da Rishikesh, ai piedi dell'Himalaya, nel nord dell'India, lungo le acque sacre del fiume Gange, capitale mondiale dello yoga, dove regna il silenzio e la guarigione.Lo yoga a Rishikesh non è fitness ma una disciplina interiore; la giornata inizia all'alba con la meditazione, si passa poi alle pratiche di respirazione (pranayama) si sta in silenzio e si studiano insegnamenti antichi.
Arrivano persone da tutto il mondo e non serve essere esperti, qui si lavora proprio per chi non sa, per chi è stanco e confuso.
Il fiume Gange a Rishikesh è giovane, forte ed impetuoso ed ogni sera si celebra la Ganga Aarti, una cerimonia di canti, luce e fuoco, dove si sta in silenzio a guardare le fiamme riflettersi nell'acqua, serve a far capire che non si è soli, che il proprio dolore è stato vissuto da altri prima, la vita continua anche quando fa male e ciò fa placare i pensieri e ridare spazio al cuore.A Rishikesh si impara che guarire non è dimenticare, anzi bisogna stare con ciò che fa male e smettere di averne paura.
La tappa più forte del viaggio è sicuramente Varanasi, l'antica Benares, dove chi c'è stato racconta come ci si sente vivi, nonostante la spiritualità legata alla morte.Secondo la tradizione induista, qui nascere, vivere o morire significa liberarsi dal ciclo delle reincarnazioni, infatti molti ci vengono dopo un lutto, non per dimenticare ma per dare un senso alla perdita, perché si capisce che il dolore non è un errore, l'amore non finisce dopo la morte, si, tutto cambia ma nulla si perde davvero.
I ghat, le scalinate che scendono verso il Gange, vi regaleranno momenti di vita autentica, persone che pregano, corpi che vengono accompagnati al fiume, persone che lavano i panni o si fanno il bagno, capirete che la vita continua accanto alla morte.Varanasi non è per tutti, è caotica, sporca, intensa e a tratti dolorosa, ma se ci arrivate in un momento giusto della vita, vi insegnerà la lezione più difficile, che bisogna andare avanti.
Dopo Varanasi la tappa finale è il Kerala, a sud dell'India affacciato sul Mar Arabico, una terra umida, verde, viva, con palme e risaie, aria fresca e pioggia lenta; qui nasce l'Ayurveda, una delle più antiche medicine tradizionali al mondo, praticata da oltre 5000 anni; se il nord dell'India scuote, il Kerala accoglie.L'Ayurveda non è una spa o un massaggio rilassante, è una cura profonda e personalizzata che lavora su corpo, mente ed energia, perché secondo questa medicina, quando stiamo male non è per stress o stanchezza, ma perché siamo fuori equilibrio.
L'Ayurveda si occupa di stanchezza cronica, insonnia, ansia, tristezza, blocchi emotivi.
Come funziona ?
Ci sono tantissimi centri che se ne occupano, si vivono giornate semplici, nella natura, con trattamenti quotidiani con oli caldi, un'alimentazione curativa, meditazione e yoga, e tanto tanto riposo.
L'India è il viaggio più difficile di tutti, ti mette davanti ciò che eviti, ti confonde, ti svuota, ma poi lentamente ti restituisce te stesso.
Filippine
Alle Filippine nessuno ti chiede di guarire, ma ti insegnano a sentirti di nuovo leggero, vivo!
Le giornate sono fatte di sole, piedi nudi, acqua salata, e si sa, il mare è la cura a tutti i mali; natura, lentezza e umanità lavorano insieme per farti sentire di nuovo al sicuro.
Ci si alza al mattino con il sole già caldo, si conclude con dei tramonti pazzeschi e nel mezzo c'è tutto ciò che si vuole, le passeggiate, i mercati, i paesaggi naturali, il mare.
Quali isole consigliamo ?
- Palawan
- Siargao
- Camiguin
- Siquijor
Perù
Quando si parla di Perù e guarigione, ci si ritrova alla fine a parlare di Ayahuasca, una specie di bevanda allucinogena usata da secoli dagli sciamani e curadores dell'Amazzonia; si prepara mescolando diverse piante che contengono dimetiltriptamina, la stessa sostanza prodotta dal cervello durante la nascita, durante la fase rem del sonno e durante la morte; solitamente nel corpo questa sostanza viene annullata dai nostri enzimi, mentre nell'Ayahuasca gli enzimi sono inibiti, facendo sì che resti in circolo anche per due o tre ore, arrivando a vivere esperienze fortissime.
I popoli amazzonici e andini la usano da secoli, per scopi divinatori ma anche per riti magici-terapeuti, sostenendo possa curare depressione, iperattività, tossicodipendenza, ecc.
Prima dell'assunzione si deve fare una dieta, e l'esperienza è sconsigliata a chi soffre di ipertiroidismo, pressione alta, diabete, problemi cardiaci, assume antidepressivi o sta facendo una cura antibiotica; appena si beve l'intruglio solitamente si vomita, la così detta "purificazione", passando poi alle allucinazioni, "si vede con il terzo occhio" , ci si comporta come non si fa di solito, si vede il passato, il futuro, qualcuno, e si finisce poi per piangere, urlare e buttarsi a terra.Noi non abbiamo mai provato l'Ayahuasca, ma l'esperienza ci è stata raccontata durante uno dei nostri viaggi, non sappiamo se è un'esperienza che faremmo, però se voi ci state pensando, vi consigliamo di informarvi bene e di affidarvi a delle persone serie, purtroppo ora che è molto in voga in tanti si fingono sciamani, organizzano truffe, derubano i viaggiatori o peggio, ci sono storie di donne che mentre perdevano il controllo sono state abusate, per questo è molto importante non andare mai da soli, e ripetiamo affidarsi alle persone giuste, perché se fatta come si deve, è un'esperienza che ha aiutato tante persone.
Le tappe per guarire in Perù ?
- Le Ande peruviane
Le Ande peruviane, dove gli abitanti considerano la natura sacra, ogni montagna, fiume o lago ha il suo spirito, chiamato "Apu" e i riti servono ad onorare questi spiriti, chiedere abbondanza, protezione e guarigione.La Valle Sacra non è solo un paesaggio, è vita fatta di persone che mantengono tradizioni millenarie; Ollantaytambo è un villaggio fortificato ancora abitato dai tempi degli Inca, le case sono ancora in pietra e tra le stradine ciottolate si vedono mercati, bambini che giocano, donne che lavorano i tessuti, tutto trasmette pace e autenticità.Pisac invece è famoso per i mercati artigianali, un piacere per gli occhi, colori, tessuti, ceramiche, gioielli; qui si osserva la vita, il ritmo lento e la gentilezza delle persone.Infine Chinchero, conosciuto per la tessitura tradizionali, dove le donne lavorano con telai antichi, vi insegna la pazienza e la cura.Ogni villaggio ha i propri ritmi, scanditi dal sole, dai lavori agricoli e dai riti locali, i sorrisi della gente e la loro ospitalità spontanea invitano a vivere il presente, senza fretta e ansia.
- Machu Picchu
- Inca Trail : il più famoso e suggestivo, attraversa le montagne, foreste e antichi siti Inca.
- Salkantay Trek : alternativa più remota e selvaggia, attraversa altitudini elevate, ghiacciai e valli, ideale per chi cerca isolamento.
- Lares Trek : passa per villaggi remoti e comunità andine.
- Lago Titicaca
Nepal
Il Nepal non è un viaggio qualunque, è il ritorno all'essenziale, la tappa che consigliamo a chiunque ne abbia bisogno; qui il tempo rallenta, i pensieri diventano leggeri e ogni passo è una forma di meditazione.
Tra vette sacre, bandiere di preghiera mosse dal vento e sorrisi gentili, il Nepal vi curerà e vi rimanderà a casa ricchi, ricchissimi, e non stiamo parlando di soldi.
La spiritualità del Nepal non è un evento, ma una pratica quotidiana, tra templi induisti, monasteri buddisti, stupa come Swayambhunath o Boudhanath, avvolgono il viaggiatore in un'atmosfera sospesa, fatta d'incenso, mantra e preghiere.
Nei piccoli villaggi si vive una vita lenta, poche parole, uno sguardo, un sorriso e una tazza di tè caldo bastano per creare connessioni profonde; questo viaggio scava dentro, toglie ma poi aggiunge, e quello che dà resterà per sempre con voi.
L'Himalaya invece non è solo uno scenario mozzafiato, ma una presenza costante, anche senza affrontare chissà quale trekking, la sola vista della montagna insegna l'umiltà, la pazienza e il rispetto davanti alla maestosità della natura.
Le tappe per rigenerarsi ?
- Katmandu
- Bhaktapur
- Lumbini
Hawaii
Camminare lungo le spiagge e ascoltare il rumore delle onde è un vero rito di guarigione, calma la mente, fa sparire i pensieri, siete solo voi e il mare.
I vulcani sono invece l'esempio perfetto di creazione, distruzione e di rinascita, ricordano alla mente che la trasformazione fa parte del gioco della vita.
Esistono poi tante pratiche e rituali tipici delle Hawaii, per guarire l'anima; durante il nostro viaggio in California una ragazza che l'ha vissuto in prima persona ci ha spiegato un po' come funziona; la pratica si chiama "Ho'oponopono" che letteralmente significa "mettere a posto", una specie di medicina per l'anima; durante questo percorso di guarigione si fanno preghiere, discussioni, ragionamenti, tutto per scacciare via i conflitti e restaurare l'armonia, magari in una relazione, o all'interno della propria famiglia, partendo però dal cuore di ciascuno.Questa ragazza ci ha spiegato che durante le pratiche viene insegnato a non trattenere mai il dolore, ma di lasciarlo andare, spiegando che quando si guarisce la propria persona, guarisce tutto ciò che la circonda.
Per semplificarlo, potremmo dirvi che l'Ho'oponopono si basa su 4 frasi chiave, che ripetute come mantra interiore guariscono l'anima:
- Mi dispiace : riconoscere il dolore o l'errore dentro o fuori di noi.
- Perdonami : chiedere perdono per liberare il risentimento.
- Ti amo : inviare amore a se stessi e agli altri.
- Grazie : per il processo di guarigione.
- Haleakala
- Parco Nazionale dei Vulcani
- Spiagge e oceano
Vietnam
Le onde, le navi e la luce che cambia colore invita a respirare pienamente, a sentire gratitudine davanti a tanta bellezza.
Vicino alla baia si trova la Bao Hai Linh Thong Tu Pagoda, un rifugio spirituale dove camminare immersi nel verde, vicino agli alberi si può meditare o osservare la natura e sentire il canto degli uccelli.Il Delta del Mekong invece è più autentico, la vita scorre tra i canali, mercati galleggianti e campi di riso; i villaggi puntano alla semplicità, alla quotidianità, un'esperienza che insegna gratitudine per ogni sorriso che arriva senza chiedere nulla in cambio; qui ci sono diversi templi che meritano una visita, come il Vinh Trang Pagoda o il Tay An Temple, immersi nella natura, ma anche il grande monastero Souhern Truc Lam Zen, perfetto per meditare.Nel Nord del Vietnam, fuori Hanoi, si trova una delle Pagode più spirituali, la Huong Pagoda, un complesso di templi e grotte sacre nascoste tra le montagne, raggiungibili solamente con una lenta barca sul fiume Yen e una camminata nella natura.Ma a differenza degli altri luoghi, in Vietnam non dovrete solamente visitare templi e monasteri per cercare la pace, qui dovrete vivere le persone.
Nei villaggi del Delta del Mekong o sulle colline di Sapa, incontrerete agricoltori al lavoro, bambini che giocano e anziani che raccontano storie, nonostante le difficoltà storiche i sorrisi sono comunque spontanei e vi fanno capire che la felicità è una cosa semplice; osservare queste persone insegna che bisogna essere grati anche per le minime cose, per ogni gesto quotidiano e ogni piccolo momento di gioia.Il Vietnam chiude il viaggio emotivo con un abbraccio finale, dopo le montagne che ci hanno insegnato il silenzio, il mare che ci ha guarito, qui torniamo ad incontrare la vita e la speranza, è il luogo perfetto per ricordarci che anche dalle cicatrici più profonde può nascere la pace.
"Nonostante tutto la vita va avanti e noi possiamo scegliere di rinascere ogni giorno"
*Bonus
Guarire non è facile, è un percorso ad ostali, tortuoso, difficile; qualsiasi sia il tuo "male" ricordati che non sei mai solo, ci sarà sempre qualcuno in ogni angolo del mondo pronto ad aiutarti e anche quando tutto sembra sprofondare, ricordati che c'è sempre un motivo per andare avanti, anche se non lo vedi, c'è, e il viaggio emotivo serve anche a questo, ogni posto in questa lista ha la sua missione nei tuoi riguardi e alla fine del tuo viaggio starai meglio e potrai dire:
"Ho viaggiato per il mondo, ma ho scoperto che il vero viaggio è dentro di me, ogni luogo mi ha cambiato, ogni persona mi ha ascoltato e ogni momento mi ha guarito"
Questo articolo è dedicato a chi ha perso tutto tranne la forza per riprovarci, siete le persone più forti che esistano.
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